Germania e stabile organizzazione: l’approccio dell’OCSE all’attribuzione dei benefici

Germania e stabile organizzazione: l’approccio dell’OCSE all’attribuzione dei benefici

La normativa tedesca sull’attribuzione degli utili alle stabili organizzazioni segue l’approccio in due fasi dell’OCSE , che è stato recepito nell’ordinamento giuridico tedesco e ulteriormente sviluppato nel dettaglio attraverso un regolamento specifico. Tale regolamento si basa sulla Relazione sull’attribuzione degli utili alle stabili organizzazioni del 22 luglio 2010 ed è strutturato in dieci parti, che spaziano da una sezione generale a capitoli dedicati a settori specifici: bancario, assicurativo, edile, delle risorse naturali e delle stabili organizzazioni personali.

La struttura dei regolamenti

Le dieci sezioni trattano i criteri generali di allocazione, l’allocazione del capitale libero , il trattamento delle passività e degli interessi, i rapporti contrattuali presunti dal diritto tedesco e le caratteristiche specifiche di ciascun settore produttivo. Questa struttura riflette l’intento del legislatore tedesco di fornire un quadro normativo completo e coerente con gli standard internazionali, riducendo al minimo la discrezionalità interpretativa.

Criteri per l’attribuzione delle attività

In conformità con le linee guida dell’OCSE, il regolamento stabilisce i seguenti criteri per l’attribuzione delle attività alla stabile organizzazione:

Le attività materiali vengono attribuite in base al loro utilizzo. Le attività immateriali vengono allocate in base al ruolo significativo svolto dal personale nella loro creazione o acquisizione. Le partecipazioni azionarie sono attribuite alla stabile organizzazione con cui sussiste una relazione funzionale. Per le altre attività, l’attribuzione è determinata dal ruolo significativo del personale coinvolto nella loro produzione o acquisizione. Gli strumenti di copertura seguono l’attribuzione dell’attività o della transazione oggetto di copertura. Infine, le transazioni con terze parti o parti correlate sono attribuite alla stabile organizzazione in cui viene svolto il ruolo significativo del personale che ha generato la transazione.

Il regolamento include anche una clausola di salvaguardia che consente al contribuente di applicare criteri alternativi, a condizione che possa dimostrare che l’approccio adottato rifletta meglio il principio di libera concorrenza .

L’allocazione del capitale libero e degli interessi passivi

Per l’attribuzione di capitale libero alla stabile organizzazione in Germania di una società non residente, la normativa prevede l’applicazione del principio di ripartizione del capitale : il capitale della società madre viene ripartito con la stabile organizzazione in proporzione ai rischi attribuiti a quest’ultima rispetto ai rischi totali assunti dalla società.

Per le stabili organizzazioni all’estero di società tedesche, tuttavia, si applica il metodo della sottocapitalizzazione . Tale metodo attribuisce alla stabile organizzazione un capitale equivalente a quello che un’entità indipendente che svolge la stessa attività in condizioni analoghe avrebbe nel paese in cui ha sede. Il contribuente può attribuire un importo superiore a quello risultante da questo metodo se dimostra che esso riflette meglio il principio di libera concorrenza, sebbene in nessun caso tale importo possa superare il limite massimo stabilito dal metodo di attribuzione del capitale.

La determinazione del capitale libero ha conseguenze dirette sugli interessi passivi deducibili dalle imposte: maggiore è il capitale allocato alla stabile organizzazione, minore è il capitale esterno ritenuto necessario per il suo funzionamento e, di conseguenza, minore è il volume degli interessi deducibili.

Documentazione richiesta

Per tutti gli anni fiscali che iniziano dopo il 31 dicembre 2012, i contribuenti sono tenuti a predisporre un documento specifico denominato “calcolo ausiliario”, volto a dimostrare la conformità alle normative in materia di ripartizione degli utili. Qualora il contribuente si discosti, entro i limiti consentiti, dalle disposizioni normative, dovrà dimostrare che il risultato ottenuto rifletta meglio il principio di libera concorrenza. Tale calcolo ausiliario deve essere predisposto per ciascun anno fiscale entro la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

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